L’angolo fascista
Non leggete “il Fango Quotidiano”
Un Paese civile non ha bisogno di forcaioli e bugiardi.
Tutte le condanne di Marco Travaglio
Maurizio Belpietro, La Verità e le condanne – Diario
Procedimenti giudiziari per Pietro Senaldi
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Procedimenti giudiziari per Pietro Senaldi
di Massimo Gramellini
Il caffè
La differenza tra Sangiuliano e Socrate è che uno diceva «so una cosa sola, di non sapere nulla» mentre l’altro è talmente convinto di sapere tutto che spinge il suo sfoggio di erudizione fino a un punto in cui cominci a sospettare che davvero non sappia niente.
La sua ultima lectio magistralis riguarda Colombo (l’ammiraglio, credo, non il tenente) che voleva raggiungere le Indie circumnavigando la Terra. Nessuno avrebbe fiatato, se il ministro non avesse sentito l’esigenza di aggiungere che Colombo si era ispirato alle teorie di Galileo, nato 72 anni dopo lo sbarco delle caravelle. Peccato, perché Sangiuliano parte sempre bene.
Ricordate?
«Quando uno pensa a Parigi, pensa all’Arco di Trionfo». Chiunque non sia comunista e in malafede riconoscerà che la frase era pertinente. Se fosse finita lì. Purtroppo, non finì lì: «E quando uno pensa a Londra, pensa a Times Square».
Stessa solfa al premio Strega: «Le storie dei libri finalisti fanno riflettere». Un po’ vago, ma perfettamente intonato al contesto. Ancora una volta sarebbe bastato fermarsi. E invece lo sventurato aggiunse: «Proverò a leggerli».
Da dove nasce questo bisogno di infilare sempre qualche sdrucciolevole postilla? Forse da un complesso di inferiorità che lo porta a strafare. Sangiuliano non si rivolge a noi comuni mortali, ma agli intellettuali di sinistra da cui vorrebbe tanto essere apprezzato.
Però quelli sono ancora più furbi di lui. Parlano complicato: così, quando non sanno qualcosa, nessuno se ne accorge.
Conti, problemi e prospettive per la casa editrice del Fatto quotidiano
che può beneficiare degli incassi di Loft grazie alla Rai con la trasmissione La Confessione
Acque agitate in Seif, la società fondata nel 2009 che edita Il Fatto Quotidiano e che negli anni ha allargato il suo raggio d’azione per diventare una media company. Guidata dalla presidente e ceo Cinzia Monteverdi, nel 2023 Seif ha chiuso in rosso per circa 2,4 milioni, comunque in recupero rispetto ai quasi 4,3 milioni di perdita dell’esercizio precedente.
IL BILANCIO 2023 DI SEIF, SOCIETÀ EDITRICE DEL FATTO QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO E GOMEZ
Oltre alla perdita per 2,38 milioni, pari a 3,3 milioni prima delle imposte, si registra un margine operativo lordo di oltre 2,2 milioni a fronte dei 404 mila euro del 2022 e un Ebit in calo di 3 milioni, in recupero dai -5,5 milioni dell’anno precedente. Negativo anche il patrimonio netto, per 2,1 milioni.
Sul fronte dei ricavi si nota un incremento (da quasi 28 milioni a 29,2 milioni). La parte del leone con l’80,71% la fa il settore editoria (a 23,6 milioni da 22 milioni), seguito dal settore pubblicità (10,70%) – che però scende da quasi 3,8 milioni a poco più di 3,1 milioni – e dal settore media content (8,59%), in crescita da 2,2 milioni a 2,5 milioni.
Insomma, numeri che indicano un miglioramento ma sempre una situazione complicata. Tanto è vero che, nella relazione sul bilancio 2023, il collegio sindacale, riferendosi alle scelte degli amministratori della società, segnala che “nell’ambito delle loro valutazioni, hanno ritenuto che gli effetti di un eventuale e sostanziale mancato raggiungimento degli obiettivi riportati nel piano 2024-26 e, conseguentemente, nel piano di liquidità, rappresenterebbero un’incertezza significativa che potrebbe causare dubbi significativi sulla capacità di operare secondo il presupposto della continuità aziendale”.
Allo stesso modo Kpmg, la società incaricata di fare la revisione sul bilancio 2023, ha richiamato l’attenzione “su quanto riportato dagli Amministratori nella nota integrativa al paragrafo “Continuità aziendale” in merito all’esistenza di un’incertezza significativa che può far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento”.
Di sicuro gli amministratori di Seif puntano sulla controllata Loft (che si occupa di produzioni multimediali) per la produzione di ricavi e utili in linea con le previsioni e sottolineano che “nel mese di febbraio il formato televisivo La Confessione è approdato in Rai raggiungendo i risultati di share ambiti. Accordi e Disaccordi è stato confermato per tutta la stagione in prima serata sul canale 9 e le trattative ad oggi gestite per il 2024 per Loft Produzioni esprimono la tendenza prevista a piano e un’ottima diversificazione di interlocutori”.
IL BILANCIO 2022 DI SEIF E LA NASCITA DI LOFT PRODUZIONI
A proposito di Loft, occorre ricordarne la nascita. Nel comunicato stampa del 31 marzo dello scorso anno, che illustrava i dati di bilancio 2022, si affermava che il valore della produzione, pari a 40 milioni, era cresciuto dai 38,4 milioni del 2021, così come l’Ebitda, a 7,1 milioni da 5,9 milioni, l’Ebit, a 1,2 milioni da 465mila, il risultato netto a 2,5 milioni, da 169mila. Il patrimonio netto passava addirittura a 7,1 da 4,5 milioni.
In calo risultavano i ricavi delle vendite (da 32,5 milioni del 2021 a 27,9 del 2022) che portavano il fatturato a diminuire di 4,6 milioni. Il valore della produzione, invece, saliva da 38,4 milioni a 40 milioni grazie all’incremento delle immobilizzazioni immateriali per 5 milioni e ad “Altri ricavi” per oltre 7 milioni.
A fine 2022, però, Seif aveva costituito una nuova società controllata al 100% per gestire un ramo d’azienda, Loft Produzioni per l’appunto, che opera nel settore delle produzioni televisive di cui ha la proprietà dei contenuti. Peraltro Seif ha continuato comunque a produrre contenuti televisivi.
“La scelta di costituire Loft – si leggeva nel comunicato stampa della società che edita Il Fatto Quotidiano – nasce dalla volontà di poter disporre di maggiore autonomia e flessibilità all’interno del mercato delle produzioni televisive e di poter cogliere al meglio le nuove opportunità legate all’ulteriore sviluppo del prodotto ‘video’.
Con questa operazione LOFT potrà cogliere opportunità di partnership industriali oltre che ampliare le collaborazioni con broadcaster e player del settore”.
Forse però c’era anche qualcosa di più. Leggendo il bilancio 2022, infatti, emerge che sono state identificate nella voce “beni immateriali” alcune poste specifiche, iscritte per un valore di circa 6,4 milioni, con il nome di “ramo d’azienda Loft Produzioni”, poi conferito in una società neocostituita posseduta al 100% dopo la valutazione di un professionista, il professor Gigante, secondo il quale Loft Produzioni valeva 13,3 milioni. In questo modo si è avuto un aumento di ricavi per circa 6,4 milioni (all’interno della voce “Altri ricavi”).
In sostanza senza questa operazione i numeri sarebbero stati ben diversi con Ebitda in pareggio, Ebit negativo di quasi 6 milioni, perdita netta di circa 5 milioni e un patrimonio netto al 31 dicembre 2022 azzerato.
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Per quanto riguarda il futuro, nella revisione al bilancio d’esercizio 2023 Kpmg ricorda che “nei primi mesi del 2024 la società ha dato avvio al programma dei corsi di formazione della ‘Scuola del Fatto’ con il corso sull’Intelligenza artificiale preceduto da un evento informativo sulla Scuola del Fatto e sul programma del 2024.
Contemporaneamente è stato lanciato il progetto inerente la Community Web 3.0 che ha iniziato la sua fase sperimentale da cui ci si aspetta la possibilità di affinare il modello e la proposta di marketing per ottenere dei risultati anche in termini di ricavi nel secondo semestre del corrente esercizio”. E ancora: “L’andamento del settore publishing è in linea con le stime di budget con una spinta all’incremento dei ricavi degli abbonamenti digitali.
Per il resto prosegue la riorganizzazione della struttura delle risorse umane prevista dal budget a supporto della transizione digitale, come gli sviluppi nell’ambito IT. Anche la riorganizzazione dei processi produttivi di tutti i contenuti editoriali, con l’obiettivo di efficientare e incrementare la produzione dei prodotti digitali, viene costantemente perseguita”.
IL RUOLO DI LOFT PRODUZIONI
Sul fronte Loft Produzioni nei primi mesi del 2024 anche le sue attività “proseguono e sono allineate con le stime di budget. Nel mese di febbraio sono riprese le produzioni dei format televisivi che proseguono la messa in onda sul canale 9 del gruppo WBDiscovery e il format La Confessione, che con la nuova stagione è per la prima volta approdata su Rai3.
Pertanto visto gli andamenti dei primi mesi di gestione del 2024, in linea con le previsioni di budget, la regolarità nei flussi finanziari operativi, l’ormai quasi conclusa realizzazione dei programmi di investimenti relativamente a due pilastri della rivoluzione strategica prevista a piano e la disponibilità di linee di credito utilizzabili, si prevede la regolare gestione delle attività produttive e commerciali e quindi l’operatività della continuità aziendale”.
GLI INTERROGATIVI DI PUGLISI
Nel frattempo, su X, si registra un dubbio da parte di Riccardo Puglisi, economista e docente universitario. “Altra domanda rilevante su SEIF, @fattoquotidiano e Loft Produzioni. I contenuti multimediali di Loft sono sul Nove e sulla RAI, ma @marcotravaglio @AndreaScanzi e @a_padellaro sono tipicamente ospiti su @La7tv. Non fanno concorrenza a loro stessi?”.
di
Complottismo ormai automatico
– altro che spirito critico! – che collega qualsiasi malanno, starnuto o brufolo al vaccino anti-covid, l’importante è che venga fatto rigorosamente senza alcuna prova
Una segnalazione che ci avete inviato rimanda a un tweet di un soggetto che da tempo ci ha bloccato l’accesso al suo profilo Twitter (come se servisse a qualcosa), tale Chance Giardiniere. La segnalazione però includeva già uno screenshot, questo:
Il nostro amico Giardiniere nel suo post fa un confronto tra il numero di segnalazioni di paralisi di Bell dopo i vaccini secondo i dati del VAERS, citando una cifra precisa, e un caso attribuito al “freddo”.
Il VAERS, come ben sa chi segue BUTAC da tempo, è un sistema dove professionisti sanitari e i cittadini possono segnalare eventi avversi post-vaccinazione, ma è importante notare – come segnalano già sulla home page del sito del VAERS stesso – che le segnalazioni da sole non significano che l’evento sia stato causato dal vaccino, solo che l’evento è seguito – dal punto di vista temporale – all’inoculazione.
Quando si valutano dati come questi, non si può prescindere da un’analisi approfondita che consideri il contesto e i fattori concomitanti, chi lo fa dimostra una mancanza di competenze evidente a chiunque abbia cercato di informarsi un minimo sul tema. Prima di stabilire la correlazione causale, gli esperti devono esaminare attentamente ognuna di queste segnalazioni. Inoltre, e anche questo è precisato in maniera chiara sul sito,
i numeri presentate su sistemi come il VAERS devono essere interpretati con particolare cautela, poiché ogni segnalazione è auto-riferita e non necessita di alcuna documentazione a supporto: questo significa che non necessariamente è stata verificata, tantomeno confermata come effetto collaterale causato dal vaccino, e che potrebbe essere inventata di sana pianta.
La paralisi di Bell, come abbiamo già spiegato altre volte, è una condizione che causa improvvisa debolezza o paralisi dei muscoli di un lato del viso. Alcuni studi hanno esaminato possibili collegamenti tra la paralisi di Bell e i vaccini anti-Covid, individuando una probabile correlazione (facilmente risolvibile in poche settimane dalla vaccinazione) che si manifesta principalmente dopo la prima dose.
Giardiniere vuole dare a intendere che la paralisi facciale di Simona Ventura sia stata sicuramente causata dai vaccini, ma senza alcuna prova che la conduttrice si sia vaccinata da poco – tantomeno con la prima dose – è molto probabile che il motivo della sua paralisi facciale sia dovuto ad altro. Come riportato su MSD Manuals:
Le evidenze indicano che alcune cause comuni della paralisi di Bell includono
Un’infezione da virus dell’herpes simplex di tipo 1 (che causa infezioni alla bocca, come l’herpes labiale)
Anche altri virus, come quello che causa COVID-19, i coxsackievirus, i citomegalovirus e i virus che causano la parotite, la rosolia, la mononucleosi o l’ influenza, possono causare la paralisi di Bell.
Quindi dare per sicuro che la causa della paralisi sia un vaccino, come avete appena potuto leggere, è una semplificazione sensazionalista che giusto un soggetto che gode della disinformazione che diffonde – come il nostro “amico” Giardiniere – può fare.
Sia chiaro, anche sostenere sia “colpa del freddo” è una di quelle semplificazioni senza alcuna attinenza scientifica, non è il “freddo” a causare una paralisi del viso.
Ma siamo in Italia, dove il “colpo d’aria” è ancora considerata una causa di alcuni mali, con conseguente presa per il culo da parte della stampa straniera…