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Come la compagnia petrolifera Mobil ha inquinato il dibattito pubblico su ambiente e clima (valigiablu.it)

di Angelo Romano

Negli anni ‘90 la compagnia petrolifera Mobil ha pagato ricercatori accademici, dipartimenti universitari e gruppi di pressione per curare i propri interessi, per inquinare il dibattito pubblico sulle questioni di sicurezza ambientale e influenzare le decisioni politiche sui temi dell’energia e dell’ambiente.

È quanto emerge da un’inchiesta di Sharon Kelly sul Guardian che ha ottenuto dal gruppo ambientalista Climate Investigations Center alcuni documenti interni della compagnia petrolifera (fusasi nel 1999 con Exxon e diventata ExxonMobil) risalenti al 1993.

In particolare, stando a quanto si legge nei documenti a disposizione del Guardian, la compagnia petrolifera giustificava le 80 borse di studio che avrebbe finanziato nel 1994 tramite la Mobil Foundation (la fondazione che Mobil utilizzava per beneficenza e investimenti filantropici, successivamente sostituita dalla ExxonMobil Foundation) mostrando i benefici per la società derivanti da queste donazioni: dalle competenze esperte da utilizzare in occasione di cause per eventuali incidenti industriali e versamenti di petrolio nell’ambiente al contrasto a leggi di protezione ambientale al finanziamento di scienziati il cui lavoro era stato “accolto con favore dall’industria” … leggi tutto

Costa Rica, il primo Paese a zero emissioni (ilsole24ore.com)

di Marco Dell’Aguzzo

Addio ai combustibili fossili entro il 2050, è l’obiettivo del presidente Carlos Alvarado Quesada. Non sarà facile, ma la rivoluzione verde è cominciata

A Nord ci sono gli Stati Uniti, con Donald Trump che ha fatto carta straccia dell’accordo di Parigi, e il Messico, il cui nuovo presidente vuole rilanciare le centrali a carbone. A Sud c’è il Brasile di Jair Bolsonaro, dove circola l’idea che il cambiamento climatico sia tutto un complotto marxista … leggi tutto

Crisi climatica e Antropocene: i problemi, le soluzioni (arcoiris.tv)

Siamo entrati in una nuova epoca geologica, l’Antropocene. La sua caratteristica è l’impatto dell’umanità sull’ambiente globale. Quali sono i limiti fisici da non superare se vogliamo evitare il collasso degli ecosistemi e del clima?

Come raggiungere consapevolezza della sfida epocale che abbiamo di fronte? Le soluzioni ci sono, dalle energie rinnovabili alla diminuzione dei rifiuti, ma ogni giorno che perdiamo rende la strada più difficile e i rischi più elevati. Dobbiamo agire, per la qualità di vita nostra e dei nostri figli e nipoti … leggi tutto

Acqua, secondo il rapporto Asvis-Wwf le perdite della rete idrica soddisferebbero 10,4 milioni di persone (dire.it)

Rapporto ASviS riporta dati Istat che inchiodano il nostro Paese sul tema dello spreco dell’acqua, uno dei beni più preziosi che abbiamo

Di acqua disponibile ne abbiamo sempre meno, eppure in Italia continuiamo a sprecarla. Il Rapporto ASviS riporta dati Istat che inchiodano il nostro Paese sul tema dello spreco di uno dei beni più preziosi che abbiamo: la perdita giornaliera reale dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei comuni capoluoghi di provincia ammonta a circa 50 metri cubi per ciascun chilometro di rete, cioè un volume che secondo il Rapporto ASviS 2018, stimando un consumo medio di 89 metri cubi annui per abitante, soddisferebbe le esigenze idriche di 10,4 milioni di persone.

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