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Orbán minaccia di interferire con gli aiuti all’Ucraina per aiutare Trump (politico.eu)

di Gregorio SorgiNicholas Vinocur e Barbara Moens

L'ultimo tentativo dell'Ungheria di interrompere 
gli aiuti all'Ucraina non riguarda i soldi, ma 
penalizzerebbe l'UE. 

Si tratta di fare amicizia con Donald Trump.

I poveri vergognosi (corriere.it)

di Massimo Gramellini

Il caffè

L’espressione «povero vergognoso» nasce nella Firenze del Quattrocento, quando il santo Antonino Pierozzi fa distribuire in segreto il pane ai nobili decaduti, poco abituati a chiedere l’elemosina.

Ma è nella Torino del Settecento, educata al valore della dignità, che nascono le associazioni di beneficenza per dare sostegno a un tipo particolare di persone in disgrazia. Quelle che, lungi dall’esibire il loro stato come arma di ricatto emotivo, cercano pudicamente di nasconderlo.

Vecchie storie, lette sui libri e sepolte in qualche angolo della memoria, che la cronaca di questi giorni ha fatto tornare a galla. Prima il signore licenziato a sessant’anni, con compagna e figlia a carico, che bussa a decine di negozi proponendosi come fattorino, cerca addirittura di farsi ricoverare in ospedale per rimediare un pasto caldo e infine crolla svenuto sul marciapiede di un’elegante piazza di Roma.

Poi quella donna di qualche anno più anziana, sorpresa a mangiare prosciutto e formaggio tra gli scaffali di un supermercato nel Mantovano, che si rovescia le tasche per pagare il conto (18 euro) e si imbarazza perché non riesce a saldarlo tutto. Hanno provveduto dei carabinieri meravigliosi, così come la moglie del presidente della Lazio ha offerto un lavoro al signore di Roma.

Ma il pensiero va all’esercito di «poveri vergognosi» di cui quei due sono soltanto l’avamposto, che ogni giorno, infilato l’ultimo cappotto buono, escono di casa per sbarcare il lunario. E che per diventare una notizia devono morire di fame.

A Cutro un surplus di umanità, parla il regista Mimmo Calopresti (laragione.eu)

di Raffaela Mercurio

Con il film documentario “Cutro Calabria Italia”, 
il regista Mimmo Calopresti ha voluto trovare un 
senso a quella tragedia facendo la sola cosa da 
fare: raccontare

Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 il caicco “Summer Love”partito da Izmir (in Turchia) con oltre 180 persone a bordosi schiantò contro una secca durante una tempesta e naufragò davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro: persero la vita 94 migranti, tra cui 34 minori.

Imprecisato il numero dei dispersi. Con il film documentario “Cutro Calabria Italia”, il regista Mimmo Calopresti ha voluto trovare un senso a quella tragedia facendo la sola cosa da fare: raccontare. Finanziata dalla Fondazione Calabria Film Commission e prodotta da Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini per Alfa Multimedia, l’opera sarà presentata domani alla IV edizione del Festival dell’Accoglienza di Torino.

«C’è solo un modo di gestire il fenomeno migratorio: l’umanità. C’è qualcosa che è più potente delle leggi e della politica ed è il rapporto fra le persone» ha detto il regista.

Già autore di documentari di successo come “La parola amore esiste” (vincitore del Nastro d’Argento come miglior soggetto originale), “L’abbuffata” o “Aspromonte, la terra degli ultimi”, Calopresti ci racconta com’è scattata la scintilla emotiva alla notizia di Cutro: «Come tutti, sono stato colpito dalla portata della tragedia. Mi sono soffermato sui numeri domandandomi però cosa ci fosse alle spalle, di umano, che meritava di non essere dimenticato. E così ho ascoltato tante testimonianze: dai parenti delle vittime che arrivavano raccontando i sogni di quelle povere persone scomparse in mare, all’incredibile solidarietà del popolo calabrese».

«Un surplus di umanità» come lo definisce Calopresti, che sembra insito nell’animo della popolazione calabrese di fronte a tragedie di questo tipo: «Ho notato un bisogno di esprimere umanità: parliamo di persone che vivono in uno dei luoghi più poveri d’Italia e che si sono riversati tutti su quella spiaggia per aiutare, sostenere, fare qualcosa. A testimonianza che, al di là di ogni espressione politica, è l’umanità che conta».

Un luogo santo e dannato, quello di Cutro, che come ricorda il regista era stato già scelto in passato per raccontare un altro tipo di storia: quella del “Vangelo secondo Matteo” diretto da Pier Paolo Pasolini. «Una parte del film è stata girata proprio in quei luoghi. Mi ha fatto ricordare una poesia: l’idea pasoliniana degli ultimi, sempre costretti a muoversi e sradicarsi per sopravvivere. Un po’ come i calabresi, grande popolo di migranti» sottolinea Calopresti.

Ed è quella poesia, “Profezia”, che forse può chiudere il cerchio: «Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini, e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali. Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camicie americane. Subito i Calabresi diranno, come malandrini a malandrini: “Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!” Da Crotone o Palmi saliranno a Napoli, e da lì a Barcellona, a Salonicco e a Marsiglia, nelle Città della Malavita (…)».

 

La strana rete di account X che segue Chef Rubio e le “figurine antisemite” contro Liliana Segre e Giorgia Meloni (open.online)

di David Puente

Gli account diffondono gli stessi materiali, ma non 
operano insieme nello stesso momento "attivandosi" 
a turno
Oltre ai vari personaggi riportati a galla da Elon Musk, e ai suoi stessi interventi che riprendono teorie del complotto antisemite, la piattaforma X è diventata terreno fertile per l’odio contro gli ebrei.
A seguito della strage del 7 ottobre 2023, compiuta da Hamas, e della risposta di Israele su Gaza, si sono registrati diversi episodi che hanno evidenziato questa deriva anche in Italia. Ad agosto, un gruppo anonimo e clandestino di estrema sinistra, che idolatra le Brigate Rosse, ha pubblicato una “lista di sionisti” dopo un intervento di Chef Rubio contro giornalisti da lui definiti “ebrei sionisti”.
Rubio non è sostenuto solo da quell’area di estrema sinistra, ma anche da numerosi account social anonimi di estrema destra, che diffondono il suo volto come il nuovo Hitler o Duce scatenato contro gli ebrei. Questi account condividono ripetutamente immagini antisemite, molti e senza freni contro Liliana Segre. Ciò che sorprende è che, molto probabilmente, sono gestiti dalla stessa persona.
Tutto parte da un tweet pubblicato il 19 settembre 2024 dall’account “Diana Franchi” (@DFranchi44573), contenente il falso screenshot di un inesistente articolo di Ansa. Si tratta di un’immagine che circola dal 2018 e che viene riproposta da account ripetutamente creati appositamente per attaccare e diffamare su X, intensificando questa attività nel 2024. Sempre l’account “Diana Franci”, rispondendo a un tweet a sostegno di Liliana Segre da parte dell’avvocato Iuri Maria Prado, pubblica diverse immagini della senatrice con le scritta «Ebrea di m***a» e «Segre Gata».

Le stesse identiche immagini risultano pubblicati da altri account come “Rulf Bernini” (@Rul17688, qui il 28 agosto), “Remo Gaggi” (@X88mas4831, qui qui il 3 settembre), “Mariano Leoni” (@Leo43310, qui l’11 settembre), “Yuri Germani” (@YuriG82445, qui qui il 25 settembre) “Max Descarde” (@MDescarde77714, qui il 30 settembre).

Account diversi, ma occhio ai following

C’è qualcosa che accomuna tutti questi account, e non è solo l’odio profondo nei confronti della senatrice Segre. Tutti seguono 2 o al massimo 4 account su X, di questi uno è quello di Chef Rubio e almeno uno dell’Estremo Oriente (come @Thairath_News e @MorningNewsTV3).

Non ci sono elementi per sostenere che dietro questa rete ci sia in qualche modo Chef Rubio o altri utenti seguiti dagli account. Resta tuttavia il chiaro ed evidente sostegno.

Un sostegno caratterizzato da un profondo legame politico con l’estrema destra nazista e fascista*. Rubio viene raffigurato con le sembianze di Hitler in quanto quest’ultimo è ben noto per le sue posizioni contro gli ebrei. L’account del tweet sopra riportato, infatti, pubblica molti riferimenti simili:

Oltre alla “figurina” di Hitler, gli utenti condividono anche quelle di Mussolini contro gli ebrei:

Le “figurine antisemite” del sito HolyWar e i politici italiani

Le immagini su Liliana Segre risultano numerose, ma anche altri vengono presi di mira da questa rete di account. In quella che possiamo chiamare “collezione di figurine antisemite” (in buona parte provenienti dal sito antisemita HolyWar.orgtroviamo quella dove Mario Draghi e Giorgia Meloni vengono indicati come «membri della Mafia Giudaico Massonica».

Oltre a Draghi, Giorgia Meloni viene affiancata da Elly Schlein, con numerosi politici stranieri o da sola.

Le figurine antisemite sul Governo attuale non mancano, trovando quelle contro SalviniTajani Giorgetti. L’accanimento riguarda anche l’opposizione, dove oltre a Elly Schlein troviamo anche Emanuele Fiano.

Contrariamente ai precedenti, un politico italiano viene elogiato, ossia Roberto Vannacci con la “figurina” «Adesso ci penso io agli ebrei».

Le “figurine” contro il giornalismo

Dal mondo della politica passiamo a quello del giornalismo, dove possiamo trovare le “figurine” contro David Parenzo e Giuseppe CrucianiGad LernerPaolo Berizzi, Lilly Gruber, Fabio Fazio, Roberto Saviano, Gianni Riotta e molti altri ancora.

Tra le “figurine” c’è anche quella diffusa durante la pandemia contro il Gruppo Gedi o una dove vengono indicate come “ebree sioniste” le americane CNN, NBC e altre ancora.

Fascismo e teorie del complotto

Molte delle altre “figurine” sono pro Fascismo, estremamente squallide e di carattere sessuale, in particolare omofobe. In comune rimane sempre l’antisemitismo e il complottismo ad esso legato, attraverso la condivisione di bufale storiche come quella dei “Protocolli dei Savi di Sion“.

Account attivi e dormienti a turno

Controllando i vari account, linkati attraverso i loro tweet, è facile notare come abbiano in comune i following e le date di creazione recenti. Un’altra particolarità di questa rete è che gli account intervengono in maniera massiccia per poco tempo e si fermano per qualche giorno o settimana prima di tornare nuovamente alla carica.

Analizzando una ventina di questi e i rispettivi oltre 2000 tweet, difficilmente intervengono nello stesso momento. Al massimo può capitare che lo facciano lo stesso giorno, ma ad orari diversi e lontani tra loro, indicando la probabilità che vengano gestiti a turno da una stessa persona o da un gruppo organizzato.

* Il capitolo delle “figurine” di Hitler e Mussolini è stato aggiunto per fornire maggiore contesto sui fotomontaggi di Rubio condivisi dagli account della rete.

Le intercettazioni del M5s Scarpinato con il pm antimafia accusato di aver favorito la mafia (open.online)

di Alba Romano

È successo durante conversazioni con l’ex pm 
Gioacchino Natoli.

L’ex pubblico ministero e senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato è stato intercettato casualmente dai magistrati di Caltanissetta.

È successo durante conversazioni con l’ex pm Gioacchino Natoli. Accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra. Insieme con l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, oggi presidente del Tribunale del Vaticano.

Le registrazioni sono state effettuate mentre Natoli doveva essere ascoltato dalla Commissione Antimafia. I due avrebbero concordato domande e risposte. E il tentativo di orientare l’indagine sulla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino verso l’eversione di destra. Discolpando la procura di Palermo.

Mafia e appalti

Al centro dell’indagine di Caltanissetta c’è il dossier Mafia e Appalti. Confezionato nei primi anni Novanta e posto all’attenzione di Falcone, svelava le connessioni tra politica, imprenditoria e Cosa Nostra in affari che uscivano dalla Sicilia per arrivare in tutta Italia. Secondo La Verità, che racconta la vicenda in un articolo a firma di Giacomo Amadori, sarebbero «captazioni interessanti».

Che potrebbero mettere in dubbio proprio la permanenza di Scarpinato in Commissione. Sarebbero state effettuate da una microspia collocata nello studio di Natoli e avrebbero registrato sia le conversazioni avvenute dal vivo che quelle realizzate tramite Whatsapp. In questo caso le cimici avrebbero registrato solo la voce di Natoli, ma, in considerazione degli argomenti trattati, non è stato difficile decifrare chi fosse il «Roberto» con cui l’indagato aveva parlato.

Scarpinato e Natoli

Natoli avrebbe dovuto confutare le dichiarazioni di Lucia Borsellino e Fabio Trizzino, che avevano criticato la sua attività da pm. Una elle frasi è stata: «Tu mi alzi la palla e io la schiaccio». A Caltanissetta è indagato anche il generale della Guardia di finanza Stefano Screpanti.

L’accusa di favoreggiamento viene da un ordine di smagnetizzazione delle bobine con le intercettazioni registrate in un filone dell’inchiesta mafia e appalti che riguardava i fratelli Buscemi e Bonura.

Un documento datato 25 giugno 1992 e firmato dall’allora sostituto procuratore Natoli, in cui figura un’aggiunta a penna che dispone anche «la distruzione dei brogliacci», frase che secondo gli inquirenti sarebbe stata vergata da Pignatone, la cui famiglia, nel 1980, aveva acquistato una ventina di immobili, tra appartamenti, garage e ripostigli proprio dai Buscemi e da Bonura.