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Non è mai troppo tardi per la didattica a distanza (lavoroculturale.org)

di Marco Ambra

Un diario della didattica a distanza in quarantena.

Viviamo strani giorni, costellati di immagini inquietanti per il nostro opulento, narcisistico microcosmo, camion carichi di cadaveri, fosse comuni nel cuore della città simbolo del capitalismo finanziario, scene di isteria collettiva come gli assalti agli scaffali dei supermercati. Quindi, ragionare di processi di apprendimento e insegnamento a distanza, e delle metodologie necessarie per metterli in atto diventa un esercizio di importanza relativa e di senso limitato.

Relativa a quella che è diventata l’esperienza quotidiana di migliaia di persone (alunni, studenti, insegnanti) costrette a riorganizzare la routine tra le mura domestiche, e limitata al senso di ciò che in questo Paese definiamo con un’abusata metonimia giornalistica “scuola”, ma che più propriamente dovremmo chiamare diritto all’istruzione.

In queste settimane di quarantena e di sospensione dell’attività didattica ordinaria la cosiddetta “didattica a distanza” (DAD) è diventata la categoria ministeriale all’interno della quale vengono sintetizzate istanze, pratiche e bisogni eterogenei che variano a seconda dell’ordine e del grado di istruzione, e all’interno di ciascun grado degli indirizzi, ma che riflette, soprattutto, il modo in cui le disparità territoriali (economiche, sociali, infrastrutturali) si riverberano sul funzionamento delle istituzioni scolastiche o universitarie … leggi tutto

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