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La psicologia della disinformazione: perché siamo vulnerabili (valigiablu.it)

In che modo la nostra mente ci rende più 
vulnerabili alla disinformazione? 

First Draft ha spiegato alcuni dei concetti cognitivi più importanti per capire perché siamo così facilmente ingannabili. Ogni concetto è accompagnato da una lettura accademica consigliata per chi volesse approfondire.

Conoscere la psicologia della disinformazione (le scorciatoie mentali, le confusioni e le illusioni che ci incoraggiano a credere cose che non sono vere) può insegnarci molto su come prevenirne i suoi effetti dannosi. Attraverso lo studio della psicologia possiamo capire se le correzioni alle notizie false sono efficaci, cosa si dovrebbe insegnare nei corsi di alfabetizzazione mediatica e perché, in quanto esseri umani, siamo vulnerabili alla disinformazione.

Leggi anche >> Come elaboriamo l’informazione che riceviamo e gli errori della nostra mente

Sebbene questi concetti psicologici siano nati nel mondo accademico, molti hanno iniziato a far parte del linguaggio quotidiano. La “dissonanza cognitiva”, descritta per la prima volta nel 1957, è uno di questi; il “pregiudizio di conferma” è un altro. L’interpretazione errata di questi concetti nelle mani di persone non esperte (o peggio ancora, divulgatori incompetenti) può contribuire a creare nuove forme di disinformazione.

Se giornalisti, fact-checker, ricercatori, conduttori e influencer che parlano di disinformazione non conoscono o non capiscono questi processi psicologici, rischiano di diventare essi stessi parte del problema.

Ecco perché è importante conoscere queste dinamiche in modo più approfondito … leggi tutto

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