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Siamo in grado di combattere le varianti del coronavirus (corriere.it)

di  Roberto Burioni

I vaccini possono essere modificati rapidamente, 
quindi dobbiamo sorvegliare la situazione per 
renderci conto subito dell’eventuale comparsa 
di trasformazioni pericolose

Sars-CoV-2, il coronavirus che causa Covid-19, è riuscito a passare dall’animale all’uomo, diventando un nuovo virus umano. In questo momento, grazie alla sua capacità di mutazione, si stanno selezionando delle forme mutate (dette varianti) dotate di caratteristiche più vantaggiose.

È ovvio che la caratteristica più vantaggiosa per un virus è quella di trasmettersi meglio. Infatti varianti più contagiose (come quella «inglese») sono già comparse; se il virus continuerà a circolare indisturbato, possiamo pensare che varianti più contagiose continueranno ad apparire fino a quando il virus non avrà raggiunto la massima contagiosità, che in questo momento non conosciamo.

Però ben presto, con il diffondersi dell’infezione (anche grazie alle varianti più contagiose) e con l’aumentare del numero delle persone guarite, la «convenienza» del virus cambierà. La variante vantaggiosa non sarà più quella che aumenta il contagio, ma quella che consente al virus di reinfettare le persone guarite.

Questo potrà essere un problema. Infatti se una variante del virus riuscisse a evitare l’attacco del sistema immunitario delle persone guarite, potrebbe essere in grado di sfuggire anche alla risposta immunitaria indotta dal vaccino, rendendo meno efficace o addirittura vana la campagna vaccinale che è attualmente in corso.

Tuttavia per un virus non è facile scampare alla risposta immunitaria. Pochissimi riescono in questa impresa: morbillo, rosolia, parotite, epatite A sono virus che mutano più del coronavirus ma non ci sono riusciti. Infatti non riescono a infettare i guariti e sono ancora perfettamente controllati da vaccini introdotti molti decenni fa … leggi tutto

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